Sua Maestà il Sauvignon Blanc – 16 novembre 2017 – by Francesco Saverio Casimirri (il DOC)

Uno dei nostri membri più attenti e sensibili, ci regala il suo personale resoconto della degustazione intitolata “Sua Maestà il Sauvignon Blanc”
alla quale ho avuto l’onore di partecipare il 16 novembre 2017 presso il Ristotante Marconi di Sasso Marconi.

Vorrei condividere le mie impressioni su una degustazione di Sauvignon Blanc della Loira (Sancerre e Pouilly Fumè) effettuata recentemente nella splendida cornice del ristorante Marconi.
Il Sauvignon Blanc è il vitigno principe della regione della Valle della Loira posta a sud della città di Orleans nel centro della Francia. Sancerre si trova sul versante occidentale della Loira ed i terreni sono composti prevalentemente da gesso e selce. Pouilly Fumè invece è posta sul versante orientale della Loira con terreni particolarmente ricchi di calcare che donano un aroma di affumicato (Fumè) tipico di questi vini.


Dei 14 vini in degustazione vorrei descrivere le impressioni di quelli che mi hanno colpito particolarmente.


Pouilly Fumè “Clos Joanne d’Orion” 1985 Gitton Pere & Fils. Vinificazione ed affinamento in acciaio. Note gessose, vegetali, fumè. Profondo, complesso con una acidità ancora vivissima.
Pouilly Fumè “HD – Haute Densitè 2011” Chateau de Tracy. Maturazione in legno. Uve provenienti da un appezzamento con altissima densità di viti (fino a 17000 per ettaro). Naso di frutta, lievi sentori vegetali e note sulfuree. Ampio, fresco, lungo.
Pouilly Fumè “101 rangs 2011” Chateau de Tracy. Vino affinato in parte in acciaio in parte in botte grande. Di grandissima complessità olfattiva che spazia dalle note vegetali di asparago, foglia di pomodoro e salvia alle note di frutta (pesca e pompelmo). Lunghissimo.
Pouilly Fumè “Silex” 2013 Didier Dagueneau. Naso scomposto con evidenti note casearie poco piacevoli. Il sorso è viceversa superlativo. Ampio, freschissimo e affilato con un finale di grande sapidità e persistenza.
Sancerre “Grand Chemarin” 2014 Vincent Pinard. 24 mesi di affinamento in barrique. Naso gessoso e vegetale di ortica, menta e finocchio. Vino di grande tensione e lunghezza con una chiusura quasi salina.
Sancerre “La Grande Côte” 2011 Pascal Cotat. Lieviti indigeni ed affinamento in vecchie botti. Naso verde di asparagi e baccello di piselli su un sottofondo agrumato. Ingresso in bocca morbido e di buona ampiezza e freschezza con un finale di liquirizia.
Sancerre “Auksinis” 2010 Sebastien Riffault. Da uve raccolte tardivamente e sottoposte a maturazione a contatto con le bucce per 10 giorni in vecchie botti di rovere utilizzando lieviti indigeni. Vino non filtrato. Al naso evidenzia sentori agrumati di arancia amara, note caramellate ed erbe aromatiche. In bocca ha un ingresso morbido su note di miele per poi aprirsi potente e minerale.
Sancerre “Les Monts Damnes” 2010 Pascal Cotat. Affinato in botti di rovere da 600 litri. Sprigiona sentori di miele e frutta a pasta gialla con sbuffi di erbe aromatiche. Sorso di grande mineralità con una chiusura lunghissima.

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