Tour De France di F. Falcone – 18 settembre 2017 – Tramvia di Casalecchio di Reno – cap. 2/2

Una chiaccherata intorno al vino francese. Attraverso una gamma di bottiglie niente male, direi”.

Seconda parte del resoconto della degustazione “Tour De France”.

SUD OVEST. Il Fer De Sang 2015 di Nicolas Carmarans è ottenuto dall’antico vitigno Fer Servadou, che Carmarans coltiva nella regione dell’ Aveyron, un’area di terreni tendenzialmente acidi che riceve sia influssi mediterranei che atlantici. Nella fase olfattiva spicca il cappero, che poi apre ad un’ampiezza aromatica in cui si rivela l’agrume, un’arancia sanguinella.

Un altro rappresentante scelto per raccontare il SUD OVEST è stato il Cahors 1990 – Domaine Pineraie.
Un Malbec quasi in purezza, cui è stata aggiunta una piccola quota di Merlot. Qui si sente bene il tartufo, una delicata nota di polvere di liquirizia e una fase agrumata. La complessità del profilo olfattivo è data anche da un ché di manto animale e non perde di eleganza affatto. Chiude con profumo di finocchietto.

RODANO SUD. Il vino che Falcone ha scelto di proporci è lo Chateauneuf Du Pape Boiserenard 2014 – Domaine De Beaurenard. In questa denominazione si riconoscono vini speziati e questa declinazione a base Grenache (85%), Vouvedre*, Syrah e tutti i vitigni classicamente impiegati per lo Chateauneuf Du Pape, non fa certo eccezione. Naso di marmellata di arance e chiodi di garofano, legno “speziato”, anzi un mondo di spezie che si rivela anche al palato.

*il refuso “Vouvedre” invece di “Mourvedre” mi è stato fatto notare da un lettore e qui ne spiego il motivo: non ricordavo l’esatto nome di questo vitigno, durante l’esposizione del relatore Falcone ho compreso Vouvedre e l’ho pertanto trascritto così come l’ho udito.

Dai vini rossi ad un vino dolce, che viene dalla LOIRA. Nella zona dove viene prodotto il Coteaux Du Layon Les Bruandières di Patrick Baudouin, lo Chenin Blanc incontra la muffa nobile. Spiccano al naso mela cotogna, cocco, banana flambè e accenni di mais e di zafferano. In questo vino c’è una complessità di dolcezze che si amalgamano con piccole spigolosità: non è né dolce né secco in bocca, decisamente persistente.

La degustazione si è conclusa con un “liquoroso” alsaziano, la Sèlection Des Grains Nobles del Domaine Weinbach, il Gewurztraminer Alsace Quintessence Clos Des Capucins 1989, una rarità assoluta, che esprime ancora una incredibile vitalità fra note di confettura ed “arrostite”, come un caramello. Vitalità, si, perché nonostante gli anni trascorsi, il vino è vividamente sostenuto da una sua freschezza ancora presente.

 

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