Vendemmia di notte a Conegliano: l’uva si raccoglie alle tre

Sarah Dei Tos, alla Vigna di Sarah sulle colline di Vittorio Veneto, ha iniziato la vendemmia 2026 il 17 agosto, raccogliendo la Glera tra le tre e le otto di mattina. Una scelta nata dall'acidità, confermata dalla scienza.

Il nonno di Sarah Dei Tos portava l’uva alla cantina sociale a fine settembre, a volte ai primi di ottobre. Quest’anno Sarah ha staccato i primi grappoli di Glera il 17 agosto, prima dell’alba, sulle colline di Cozzuolo a Vittorio Veneto. In mezzo ci sono vent’anni di cambiamento climatico, una laurea in Bocconi, un master a Nottingham e una scelta che all’inizio sembrava stravagante: vendemmiare di notte.

La Vigna di Sarah nasce nel 2010 su otto ettari di famiglia, oggi arrivati a una ventina, tutti destinati alla Glera per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. La prima vendemmia notturna risale al 2014: Sarah separa le uve raccolte al buio da quelle raccolte di giorno e confronta i risultati. Meno ossidazioni, meno anidride solforosa aggiunta, acidità più integra. La spiegazione è pratica prima ancora che scientifica: di giorno i grappoli restavano nel carro anche quattro ore sotto il sole, con temperature che nel cassone potevano toccare i 50 gradi. A quelle condizioni le fermentazioni partono sul campo, l’uva arriva in cantina già compromessa e si devono aggiungere correttivi. Di notte, tutto questo non accade.

Per chi lavora in cantina o sceglie il vino da proporre in carta, questo tipo di dettaglio non è trascurabile. L’acidità della Glera è uno degli elementi che definisce la qualità di un Prosecco Superiore: è quella freschezza che tiene vivo il sorso e bilancia la struttura aromatica. Se si perde in vigna, non si recupera in cantina senza interventi che lasciano traccia. La vendemmia notturna non è quindi un vezzo comunicativo, ma una risposta tecnica a un problema concreto.

Oggi tutta l’azienda raccoglie al buio, con un disciplinare interno scritto da Sarah e una certificazione in corso con un ente terzo per garantire in etichetta l’ora della raccolta. I costi ci sono — luci, turni notturni — ma i refrigeratori lavorano molto meno, e con i prezzi attuali dell’energia il bilancio risulta favorevole. Anche i raccoglitori lo apprezzano: lavorare con 35 gradi in vigna, fisicamente, è un’altra cosa.

La ricerca va avanti. Un progetto finanziato dalla cantina, condotto insieme al CREA di Conegliano e all’Università di Bolzano, sta analizzando campioni delle stesse viti ogni quattro ore, dalla mattina alla notte successiva. L’obiettivo è capire quali geni dell’uva si attivano nelle ore notturne e come cambia la componente aromatica, in particolare linalolo e geraniolo, i profumi varietali che arrivano dall’uva e non dalla fermentazione. Un riferimento viene da uno studio del 2014 dell’Università di Montpellier, condotto in laboratorio, che aveva mostrato come il caldo notturno attivi nell’acino una risposta genetica diversa e più ampia rispetto a quello diurno, coinvolgendo anche i geni legati all’acidità.

Il problema è che l’estate 2026 ha portato notti tropicali — minime sopra i 20 gradi fino alle tre di mattina — che secondo le proiezioni avrebbero dovuto arrivare solo intorno al 2045. Sarah ha stretto la finestra di raccolta tra le tre e le otto, quando la temperatura finalmente calava. «Se tra notte e giorno c’è meno differenza», ammette, «la vendemmia notturna perde un po’ di senso». Per questo servono i dati: per sapere quali ore contano davvero, e adattare il calendario di conseguenza.

Accanto alla vigna c’è un agriturismo con dieci camere, aperto nel 2014 quando in pochi ci credevano, e dal 2019 — quando le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono diventate Patrimonio dell’Umanità UNESCO — i visitatori sono arrivati. La vendemmia notturna è aperta anche ai turisti. È una storia che parla di territorio, di adattamento e di chi sceglie di capire prima di agire: esattamente quello che si chiede a chi il vino lo produce, lo studia o lo racconta.

Fonte: Gambero Rosso

Foto: User:Oursana — Wikimedia Commons, Public domain