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C’è un cambiamento in atto nella viticoltura pugliese, e chi segue questa regione da qualche anno se ne stava già accorgendo. Il Gambero Rosso lo certifica con la sua guida: ventissei vini pugliesi hanno conquistato i Tre Bicchieri, e il filo che li lega è una direzione precisa — meno legno, meno concentrazione, più leggibilità del territorio.
Per anni la Puglia ha esportato nel mondo un’idea di vino muscolare: colori profondi, alcol generoso, tannini robusti e una cifra boisé che spesso copriva più che esaltare. Funzionava sul mercato, soprattutto all’estero, ma raccontava poco dei luoghi. Oggi qualcosa si sta spostando, e non è solo una moda: è una risposta concreta a come cambia il gusto dei consumatori e, probabilmente, anche a come cambiano i vigneti sotto la pressione del clima.
Per chi sceglie e serve il vino, questo cambio di rotta ha conseguenze pratiche. Un rosso pugliese di nuova generazione — più snello, con il legno usato in modo più discreto — si comporta diversamente in tavola: si abbina con maggiore flessibilità, si beve a temperature meno rigide, regge meglio un servizio al ristorante dove la bottiglia non finisce tutta in una sera. Non è una perdita di identità: Primitivo, Negroamaro, Nero di Troia restano vitigni con una personalità netta. È piuttosto una traduzione più onesta di quella personalità, senza trucchi di cantina che la gonfiano artificialmente.
Vale anche la pena ricordare che la Puglia non è un territorio omogeneo. Le differenze tra il Salento, il Tavoliere, la Valle d’Itria o il Gargano sono reali, e un approccio meno interventista in cantina le rende finalmente più leggibili nel bicchiere. È esattamente quello che dovrebbe fare un vino di territorio.
Il riconoscimento del Gambero Rosso — ventissei Tre Bicchieri è un numero significativo per una singola regione — non è solo una classifica. È la fotografia di una generazione di produttori che ha scelto di rischiare, rinunciando a uno stile che vendeva bene per inseguire qualcosa di più autentico. Il risultato, almeno secondo la guida, dà loro ragione.
Per chi vuole esplorare la Puglia del vino in questo momento, è un periodo interessante: la regione sta cercando un nuovo equilibrio tra la sua natura solare e una misura che fino a poco fa sembrava estranea al suo carattere. Trovare quelle bottiglie, e capire come sono cambiate rispetto a dieci anni fa, è uno dei percorsi di degustazione più istruttivi che si possano fare oggi nel panorama italiano.
Fonte: Gambero Rosso




