Degustazioni fatte in occasione della 51^ edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.

Quest’anno ho rivolto prevalentemente l’attenzione ai vini ottenuti da uve autoctone.

A tale proposito mi pare doveroso premettere quanto segue.

L’Italia vanta un panorama ampelografico vastissimo, che nel 2013 l’ha posta sul terzo gradino del podio per numero di vitigni dopo Georgia e Canada, nella classifica redatta dall’OIV (organizzazione internazionale della vite e del vino) tra i 35 Stati membri.
A certificare le vicende viticole italiane, esiste un Registro Nazionale delle Varietà di Viti, istituito nel 1969 per dar seguito a precisa direttiva comunitaria e curato dal Servizio Nazionale Certificazione Vite del CRA-VIT (Centro Ricerca sperimentazione in Agricoltura e Viticoltura).
Tale Registro viene periodicamente aggiornato mediante decreti ministeriali.
Iscritte al Registro a seguito di aggiornamento di dicembre 2016 risultano ben 513 varietà di uve da vino.

Da questa infinita gamma di biotipi, oggi ne prendo in esame una piccola parte, altresì rappresentativa di produzioni d’eccellenza.

Cinque aziende vinicole di: Lazio, Campania, Calabria, Veneto (Valpolicella), Lombardia (Valtellina).

Sette vini da uve: Bellone, Nero Buono, Fiano, Aglianico, Gaglioppo, Corvina e Corvinone, Nebbiolo (Chiavennasca).

Note di degustazione e info delle aziende:

https://vinidiconfine.blogspot.it/2017/04/vitigni-autoctoni-al-vinitaly-2017.html

 

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